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La
liberazione dell'umanità passa attraverso alla liberazione
della donna, e viceversa.
Convinte di questo vi segnaliamo tutte quelle iniziative che
mirano ad affrettare l'avvento di un mondo più equo
e solidale...
wilpf@wilpf.org
- www.wilpf.org
To the Women of Iraq:
We, women in the United States, declare our
opposition to the proposed "pre-emptive strikes" by our government
against your country. We reject the planned efforts for "regime
change" by the United States and Britain.
We are committed to working toward a just and lasting peace
and pledge to do all we can to prevent an escalated war on
your country, recognizing that the United States' war against
Iraq has not stopped since 1991.
We are appalled by the devastating effects of sanctions instituted
by the United Nations and perpetuated by the interests of
the United States, and we are committed to working toward
ending them. They are a crime against humanity.
As women we know that it is the women in a society who bear
the greatest responsibility for the wellbeing of children,
for tending them when they are fearful, malnourished, sick
or in pain.
As women - as mothers and daughters, grandmothers and aunts,
as sisters - we are reaching out to you, offering our friendship,
support, and strength. You are not alone in the struggle for
peace and justice.
We pledge to do everything within our power to prevent further
suffering for you, your children, and all of the Iraqi people.
We call on women everywhere to join in nonviolent action to
end current military operations and prevent future attacks.
We are committed to doing the same. We offer whatever support
we can provide, directly to you, in these very dark and dangerous
days. Yours in peace,
Get involved!
WILPF has launched an initiative called "Women to Women."
The project involves a letter from women in the United States
to the women of Iraq. The letter is on the reverse of this
page - please copy and distribute widely!
With this project, we are declaring that we will not participate
in war-making against the people of Iraq.
We are publicly stating our commitment to oppose the U.S.
government's push to war. Acknowledging the level of suffering
that these women have faced due to sanctions and military
action, we pledge to work for a just and lasting peace with
Iraq.
We will be collecting thousands of signed letters to present
publicly as part of our activities on International Women's
Day, March 8/03
What you can do:
Collect signatures in your community
Publicize the action with local media
Send the letter out to friends and family
Please send signed letters to: WILPF National Office c/o Jen
Geiger 1213 Race Street Philadelphia, PA 19107-1691
APPELLO MISSIONARI/E
S.U.A.M.
AI GOVERNANTI E POLITICI
SULL'URGENZA DELLA CONVIVENZA PACIFICA
NO
alle scorciatoie delle armi e della guerra
Come
cittadine e missionarie, insieme ai nostri fratelli missionari,
estremamente preoccupate per tutti i conflitti e le guerre
ancora oggi in atto nel mondo ed in particolare per l'attuale
crescente crisi internazionale dovuta, tra l'altro, all'acuirsi
della tensione tra Stati Uniti d'America ed Iraq,
ci rivolgiamo in modo particolare a voi, politici
e governanti del nostro Paese, affinché non vi lasciate
travolgere dalla logica - che sembra affermarsi sempre più
oggi nel mondo - secondo cui le scorciatoie della forza, delle
armi e della guerra debbano essere i percorsi più celeri ed
efficaci per regolare i rapporti conflittuali tra i popoli
o per debellare violenze e terrorismi.
E' una logica immorale ed inefficace a spirale esponenziale,
un percorso senza ritorno.
Ravenna 14 settembre 2002
FUORI la GUERRA dalla
STORIA
FUORI L'EUROPA dalla GUERRA
Inviare
adesioni a mochena@village.it
Nel
1991 la prima guerra del Golfo ruppe brutalmente e con prepotenza
una lunga generosa ma ingenua fiducia nella pace, che era
maturata nei decenni precedenti attraverso le lotte contro
il nucleare, per la pace e per il disarmo. La risposta fu
debole anche perché lo sconcerto seguito alla caduta del muro
di Berlino e allo sfacelo dell'impero sovietico lasciava gran
parte del popolo di sinistra in grande difficoltà teorica
e pratica.
Allora
in Italia fu presa l'iniziativa -da parte del Movimento femminista
romano- di indire una manifestazione mista (mai prima organizzata
dalle donne), per chiamare alla protesta tutta la popolazione
civile, come soggetto destinato ad essere vittima delle guerre.
Respingevamo
l'evento al grido: "FUORI LA GUERRA DALLA STORIA". Alla manifestazione
aderirono numerose associazioni (Arci Acli, Assopace, Donne
in nero, Udi ) e la Fiom.
Quello
slogan è ancora alla base della nostra riflessione sulla guerra
e contro il militarismo, la distruzione di ogni forma di diritto
internazionale, la messa fuori gioco di qualsiasi istanza
internazionale di regolazione dei rapporti fra stati come
le N.U. private di ogni efficacia.
Lo
rilanciamo in occasione di nuovi preparativi di aggressione
verso il provatissimo popolo irakeno e del tentativo di rendere
la guerra permanente. Oggi lo rilanciamo così: "FUORI LA GUERRA
DALLA STORIA, FUORI L'EUROPA DALLA GUERRA".
Noi
chiediamo che i governi europei e le istituzioni politiche
rappresentative d'Europa dicano no a Bush e non si lascino
trascinare in avventure barbare inique e costosissime da ogni
punto di vista, che peggiorano le condizioni di vita delle
popolazioni, estendono miseria fame sete malattie orfanezza
migrazioni coatte ecc.
Chiediamo
che di fronte alle richieste del governo di appoggiare Bush
i e le parlamentari italiane dicano chiaramente no e legittimino
e appoggino tutte le iniziative volte a rendere impossibile
la partecipazione alla guerra.
Alla
guerra ingiusta è doveroso disobbedire sottrarsi non aderire
non appoggiarla. Il nostro disegno e progetto di una Europa
neutrale ha come primo passo il rifiuto verso qualsiasi avventura
militare.
L'Europa
ha problemi gravi di stabilità politica economica sociale
e del territorio, devastato da un modello di sviluppo insostenibile,
una politica economica comune alle prime prove, una moneta
ancora priva di identità propria, succube della politica monetaria
del dollaro. Un certo aggravamento delle condizioni di vita
e una minore equità sociale sono già evidenti in conseguenza
della scelta di politiche liberiste da parte di molti governi
europei: se a ciò si aggiunge una grave carenza di equità
nella trattazione dei movimenti migratori da questo e altri
continenti, una produzione squilibrata verso il militare e
sempre maggiori restrizioni delle politiche sociali come scuola
pensioni sanità servizi sociali trasporti pubblici ambiente,
ci si rende conto che solo una attiva ed espansiva politica
europea che sceglie la pace e ripudia la guerra, che propone
soluzioni politiche e non militari per le questioni e i conflitti
esistenti può tenerci lontani e lontane da una rovinosa corsa
verso la distruzione del pianeta.
Noi
lanciamo una campagna: "Italia difendi l'art. 11 della Costituzione,
Europa resta fuori dalle avventure militari aggressive e di
offesa agli altri popoli. Il terrorismo non si supera con
la guerra, gli squilibri con la guerra si aggravano, l'imbarbarimento
delle relazioni tra stati popoli culture religioni generi
e persone è insieme causa e conseguenza della guerra. Una
politica attiva di pace è necessaria".
Noi
appoggiamo tutte le iniziative volte a sottrarre l'Italia
a una qualsiasi partecipazione, fino alla propaganda per la
diserzione, il diritto di dire di no anche se si è militari
volontari, l'obiezione alla progettazione costruzione vendita
di armi.
Invitano
a firmare: Lidia Manapace, Imma Barbarossa, Monica Lanfranco,
Giusi Di Rienzo
Mandare adesioni a mochena@village.it
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I
si e i no che aprono per un mondo più umano
AIDS:
diciamo SI ai farmaci per tutti!
Vi
invitiamo a condivedere le vostre opinioni
su
questo argomento.
ALCA:
diciamo NO!
BRASILE
- Campagna: Dire NO all'ALCA
Come
potrebbe il Brasile competere con il PIB dei paesi ricchi?
Diciamo SI alla sovranità, diciamo NO all'ALCA!
IL MERCATO LIBERO E' UNA GRANDE MENZOGNA
Diciamo NO all'ALCA. Con questa Campagna la chiesa cattolica
e le altre chiese sono impegnate nella mobilitazione delle
popolazioni, come già avevano fatto in occasione del giubileo
per un referendum sul debito estero.
Rispondiamo
NO al refendum sulla creazione di un Area di libero commercio
delle Americhe per impedire che ci sia tolta anche quel
poco di sovranità che è rimasta a noi, paesi del continente
latinoamericano.
Di
224 milioni di abitanti, 90 vivono con un reddito di circa
30 dollari al mese. L'ALCA trasformerà l'America Latina e
il Caribe nel cortile degli USA e la nostra politica, economia,
cultura, tecnologia e moneta saranno ancora piu' dipendenti.
La campagna invita a organizzarsi tutti attraverso dei Comitati
contra l'ALCA.
Per
maggiori informazioni visitare il ben documentato sito www.jubileusul.hpg.com.br
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