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In questa sezione ospitiamo interviste fatte a persone singole, a gruppi e ad associazioni che lavorano e si interessano della questione femminile.
La redazione si limita ad ospitare le opinioni, ma non necessariamente a condividerle.

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Maria Martinelli

intervista
redazione Femmis

Maria Martinelli, medico e missionaria, ha svolto la sua attività in Uganda, Etiopia e Tchad. Ora, è membro della "Commissione Salute" che rappresenta i religiosi a Ginevra e... dal mese di marzo ha un nuovo incarico presso le Nazioni Unite.

Sei tornata da una lunga esperienza di medico missionaria per entrare in un nuovo progetto. Ce ne parli?
Sono tornata da 16 anni di missione: uno in Uganda, tre in Etiopia e 12 in Tchad.
Questo nuovo progetto è un frutto del Convegno sulla Vita Religiosa del 2004 "Passione per Cristo, passione per l'umanità" che ha costituito delle commissioni congiunte, uomini e donne, per vari settori; uno di questi è la "Commissione Salute". Nel marzo 2005 alcuni membri, tra i quali c'era anche suor Dorina Tadiello, si sono riuniti per scoprire la priorità del momento nel campo sanitario. La scelta è caduta sull'AIDS, malattia che è una vera tragedia per l'umanità. Sino dal suo apparire, circa 20 anni fa, sia i religiose che religiosi, sono stati i primi a prendersi cura degli ammalati, a cercare come evitare la malattia e a sviluppare una serie di progetti in diversi settori.

La scelta è caduta sull'AIDS... Hai avuto esperienza di lavoro in questo settore?
Ho avuto esperienza fin dall'inizio della mia vita missionaria, nel 1988 in Uganda uno dei primi paesi ad essere colpito. La situazione si è delineata grave e l'Uganda l'ha gestita con molta serietà senza negare la realtà, come invece hanno fatto molti altri paesi arrivati ad una condizione più catastrofica. L'Uganda ha sviluppato, praticamente da parte dei religiosi, anche su larga scala, dei progetti soprattutto per la prevenzione e cura degli ammalati, il farsi carico degli orfani… la terapia ancora non c'era. L'impatto con questa malattia e con tutte le altre, e naturalmente anche con la chirurgia, nel mio primo anno di missione, mi è servito per creare le basi per il mio futuro di medico missionaria.

Sei quindi la persona adatta per rappresentare i religiosi/e in un campo come questo!
Se sono la persona adatta non lo so ancora, comunque un po' di esperienza in materia di medicina ce l'ho, in quanto a diplomazia, zero. Il progetto va avanti sotto l'egida dei superiori generali dei diversi istituti e l'idea è quella di interagire; prima di tutto fra di noi religiosi/e, quindi accettare la sfida della collaborazione anche ad alti livelli; da soli, ognuno per proprio conto, non si arriverà mai a niente, assieme si può arrivare più lontano. Per cui interagire al di fuori del mondo religioso, in particolare con le Nazioni Unite e con altri grandi organismi. Stiamo dialogando con UNAids che è l'organismo delle NU deputato a questo scopo, l'AIDS.

Oltre ad unire le forze penso sia giusto far conoscere e riconoscere il lavoro che stanno facendo i religiosi/e…
E' l'obiettivo di partenza: far conoscere questo lavoro. In realtà il lavoro dei religiosi/e fin dall'inizio è moltissimo, fatto con molta competenza, con molte energie, con molta creatività e va riconosciuto soprattutto perché sia possibile continuare a farlo e continuare a servire nel modo migliore possibile chi ne ha bisogno. In tanti nostri progetti non è possibile ancora inserire una terapia farmacologica per l'AIDS perché costa troppo e noi non abbiamo fondi. Pertanto uno degli scopi di questo progetto è quello di dimostrare che noi facciamo, che facciamo bene e che arriviamo fino ai poveri, fino nei luoghi più remoti e quindi, se danno a noi la possibilità sono sicuri che la terapia arriva al malato.

Il 27 marzo 2006, il Dr Peter Piot, direttore esecutivo di UNAIDS, mi ha invitato a diventare membro del "Leadership Council of the Global Coalition on Women and AIDS", con la seguente motivazione: "La sua conoscenza ed esperienza nel campo dell'AIDS, particolarmente la sua esperienza in Africa, potrebbe contribuire a qualificare il lavoro del Leadership Council". …Così mi sono recata a Toronto per l'incontro annuale, il 5 e 6 giugno 2006...
stralcio di un capitolo di "MISSIONARIA donna che va lontano" prossima pubblicazione.

 

 

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DALLA FILATELIA ALLA MISSIONE

Intervista a Lodovica Frizzera


Nel corso di un'esperienza che ha raggiunto i 30 anni, sr Lodovica Frizzera, missionaria comboniana, ha acquisito lo status di manager del francobollo, con un'attività tutta orientata a fini umanitari e che l'ha resa nota da un capo all'altro dell'Italia come la 'suora dei francobolli'.
Al vedere con che entusiasmo e slancio è intenta a quello che si potrebbe definire un hobby o una passione, e che lei definisce un apostolato, nesssuno crederebbe che il 25 gennaio questa missionaria trentina compie 87 anni.
Ogni giorno sr. Lodovica "lava" centinaia di francobolli che poi stende ad asciugare; seleziona con cura quelli correnti da altri di maggior valore, prepara serie, contatta e contratta con collezionisti ormai ben conosciuti e non solo amanti di francobolli ma anche di cartoline illustrate sempre preziose sul mercato.

"Ho iniziato quand'ero missionaria in Egitto in una grande scuola del Cairo. I bambini che avevano i genitori nelle ambasciate, durante gli intervalli, mi portavano dei bellissimi francobolli che all'inizio inviavo a mia sorella in Austria; me li chiedeva per i suoi amici. Più tardi ho capito il valore della filatelia e ho scoperto che qualche altra suora era già impegnata in questa attività e così, io che ero stata autista e cuoca ho dato il via anche a questo apostolato".

Album di tutti i tipi per la raccolta dei francobolli, un libro di indirizzi, un'agenda con nomi di famiglie, un elenco telefonico, una scatola di lettere appena ricevute, altre pronte da rispondere, francobolli stesi ad asciugare… altro che centro di coordinamento! Sr. Lodovica è la maneger di un insieme di attività che coordina e organizza meglio di un computer.
Su un carrello, nel cooridorio della casa religiosa, ci sono diverse scatole di francobolli da spedire a chili, su un altro, altre scatole con generi alimentari pronte da portare alla posta e destinate a famiglie bisognose della Polonia e dell'Ungheria.
I primi ad essere sostenuti da sr. Lodovica sono stati e sono ancora i progetti delle missionarie comboniane in diversi paesi del mondo, soprattutto in Africa dall'Uganda al Sudan, dal Mozambico al Congo…

"La mia forza è il rosario" aggiunge suor Lodovica, mentre mostra la fila di corone appese alla parete e da lei appena confezionate. Ci mette circa mezz'ora ad "assemblare" i 50 grani delle avemarie, più quelli del padrenostro con la catenella che taglia con le pinze e che, con un'agilità straordinaria, lega una all'altra.

Un'infinità di amici
"Non ho tempo per la TV, vedo solo le notizie e, poi, seduta sul letto, classifico i francobolli della giornata e faccio rosari. Questo lavoro mi dà uno "sprint" che mi mantiene attenta, impegnata, sveglia e… poi si può fare tanto bene, non solo materiale… Queste lettere sono di persone che mi raccontano i problemi delle loro famiglie, le difficoltà della vita… Si comincia con i francobolli e poi… Questo lavoro mi ha creato un'infinità di amici. Sono andata a visitare tante famiglie a Bologna, Verona, Genova, Padova, Modena, Bolzano… Questa lettera che è arrivata oggi, è di un giovane di Prato che ho incontrato sul treno. Durante il viaggio io facevo rosari, gliene ho dato uno e ora mi scrive da Modena dove sta facendo il master". La testimonianza di suor Lodovica è così chiara, solare che semplicemente contagia. Ci vuole del coraggio e anche molto zelo missionario, a 87 anni, per lavorare tante ore al giorno… "finchè ho questo sprint non faccio fatica!". Sprint, è proprio la parola usata da queste ottantasettenne missionaria trentina.

CHI desidera collaborare a questa missione può inviare francobolli e cartoline illustrate a: Suor Lodovica Frizzera - Missionarie Comboniane - Via dei Capitelli, 65 - ARCO (TN)

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Nel percorso africano di Femmis alla scoperta di vedove che danno il meglio di se stesse alla comunità, Rita Oliva (nella foto in basso), missionaria comboniana in Zambia, ci offre un incontro con Elizabeth Mpaka, madre di tre bambini e maestra di quasi altri cinquecento, attraverso la Nyawa's Academy, nata dal sogno di costruire una scuola per tutta la comunità.

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le interviste di femmis si trovano nell'Archivio...basta un clic!

* Maria Martinelli

* Rita Martino

* Virginia Njambi Munyua
La bellezza dei diritti umani
English - Italiano
* Lodovica Frizzera
Dalla filatelia ...alla missione!
*Ilaria Buonriposi
Donna... diritti umani, economia solidale
*Elizabeth Mpaka
Il sogno di costruire una scuola
* Célia Gonçalvez Jorge
Sou noviça e visito presìdios
* Gandini Valeria
missionaria in ascolto
* Adelaide Akwiri
capitano e peace-keeper in Eritrea
* Marina Salamon
imprenditrice
* Italina Serato
membro della Campagna Sudan
* Maria Dulce Araùjo
giornalista e conduttrice radio
* Dominic Dipio
docente ed esperta in comunicazione - Uganda
* Silvia Montevecchi
educatrice senza frontiere
* Elena d'Avino
missionaria nella Repubblica Democratica del Congo
* Italina Serato
missionaria comboniana in Karamoja - Uganda
* Anna Maria Gallone
produttrice cinematografica, esperta in cinema africano
* Erma Marinelli
responsabile ufficio servizi sociali/ ambito tratta
* Colette Kitoga Habanawema
medico congolese
* Maria Sangiuliano
delegata a Johannesbug per l'Agenda 21 delle Donne

* Magouws Catherine Morakabi
membro di 'Justice and Peace' di Johannesburg - Sudafrica
* Valdenia Aparecida Paulino
avvocato di minori e donne - Brasile
* Valeria Gandini
una suore tra le prostitute, scusate schiave - Verona

 



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Danzare la fede

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